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Ott 11

Sandro Spallino

FULMINEA


Dentro i tuoi sguardi la mia eternita’
È racchiusa, mai sazia,
Inghiotte a sorsi immani
L’esploso fulgore di natura.
Nel tuo grembo che respira lento
si agita uno scuotersi di vita che
sulla malva effonde quel suono di parola
che l’avviva, il cielo tocchi con le dita
e le maree azzurre trasformando, si nascondono
sussurri di memorie colme in briciole di sole
riarse fulminee scoppiano in cuore.

Il brivido del mondo odo nei suoi tratti
In cui levitano forme senza asilo,
Il brillio, il suono delle acque per il solingo
Tremolio sul limbo delle tue labbra,
e l’abbraccio che a mezzogiorno strepita
Degli amanti alla stazione che si lascia.

Questa notte è per te e questa umida spiaggia ,
e quella pagina di versi ai tuoi piedi rotolata,
passata leggera senza una lacrima,
piena di amore che sparisce col vento
dietro una casa. Tutto è per te.

Hai la mano stanca, gli occhi teneri e velati
Come il notturno fiume, uno sciame di sapori, e le trecce
Che promettono l’amore, possa io seguire
Per ignote strade la tua immagine,
tu che vesti i miei sogni solitari tenui
come foglie al tramonto blando,tu
abitatrice del mio cuore selvaggio,
rondine di fulve ali traslucide sugli orizzonti in rame
che volteggia nel mio cielo inebriato
su dedali di pensieri in rovina, torturato .

Scrivere voglio i nostri nomi col sangue sui
muri della tua anima, oltre i turbinii disseminati,
vivere di vita con te nel profugo canto
tuffarmi nel tuo corpo e morire al tuo fianco.

Sandro Spallino
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