‎Massimiliano Andreoni‎

Il tempo del nostro amore
Sento l’acqua che bagna la schiena
e all’improvviso non so più capire,
mi arriva il profumo di un vecchio sapone
e come in un sogno ti vedo lì accanto
mentre indossi una calza
o forse mi sbaglio,
sei in auto che corri per venire qui,
e stiamo partendo per un nuovo viaggio
dei tanti pur brevi che abbiamo tentato,
perché tu mi hai detto che solo fuggendo
saresti riuscita a spiccare il tuo volo.

E io non capisco perché tu abbandoni
tutti quei colori che ti pitturano l’anima,
tu scelga quel grigio, per un sacrificio
che rischia di perderti lungo la strada.

Mi muovo in silenzio in mezzo alla stanza
è come se ancora non fossi cosciente,
è come se il tempo si fosse fermato
e sempre più spesso io sposto le ore,
riporto lancette al loro minuto,
è l’unico modo per non impazzire.

Intanto però rivedo il tuo viso
e ancora mi chiedo se davvero è successo,
se i tuoi desideri, i tuoi slanci, i sussulti,
se tu che mi dici che ti senti a casa,
che mi vuoi per sempre,
nel mondo e anche addosso,
se questi momenti non li hai più voluti,
oppure son io che sono già morto,
o in coma, o rapito in un mondo alieno,
laddove la testa non è più con me.
Ma non c’è alcun posto,
né tempo, né spazio
laddove il mio cuore smarrisca la strada
altrove decisa, già scritta, segnata,
quel cuore in cui tu hai sempre il tuo posto
che non mai hai perso,
fai ancora pulsare.

05 marzo 2020

Massimiliano Andreoni

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